Quest'anno Siri diventerà più intelligente sul tuo telefono: un aggiornamento molto atteso!

Siamo onesti: per molto tempo, Siri è stata l'assistente intelligente più "stupido" in circolazione. Abbiamo tutti avuto l'esperienza di porre una semplice domanda a Siri, per poi ricevere un "Ecco cosa ho trovato sul web" o, peggio, un completo malinteso. Sono stati anni di aggiornamenti graduali e quasi impercettibili, mentre la concorrenza correva a perdifiato. Ma se le recenti indiscrezioni sono vere, Apple è finalmente pronta ad arginare l'emorragia e a dare a Siri il trapianto di cervello di cui ha così disperatamente bisogno, e lo sta facendo con l'aiuto di una fonte improbabile.

Cooperazione “amico-nemico”

In una mossa che probabilmente ha sorpreso tutti nella Silicon Valley, Apple starebbe collaborando con il suo principale rivale, Google. L'azienda ha confermato una partnership pluriennale per potenziare la sua prossima generazione di Apple Intelligence utilizzando i modelli di intelligenza artificiale Gemini di Google. È un raro momento di pragmatismo da parte di Apple. Sembra che si siano resi conto che il loro approccio isolato, del "facciamo tutto internamente", non stava funzionando abbastanza rapidamente nella corsa agli armamenti dell'intelligenza artificiale generativa. Sfruttando l'infrastruttura cloud esistente e i modelli avanzati di Gemini, Apple sta di fatto premendo il pulsante del turbo per recuperare terreno rispetto al resto del settore.

Fase 1: Una pulizia approfondita di Siri

Non dovremo aspettare molto per vedere se questa scommessa darà i suoi frutti. La prima ondata di queste modifiche è prevista già in primavera con iOS 26.4. Attualmente previsto per un beta test a febbraio, questo aggiornamento non trasformerà ancora Siri in un bot conversazionale a tutti gli effetti, ma lo renderà notevolmente meno frustrante.

Siri

L'obiettivo è risolvere la famigerata incapacità di Siri di comprendere cosa sta realmente accadendo sullo schermo o nella vita. Invece di essere solo un timer decorativo, Siri, basato su Gemini, avrà apparentemente una "migliore consapevolezza dello schermo" e un controllo più approfondito all'interno delle app. Questo significa che Siri potrebbe finalmente capire che quando chiedi "quella email", ti riferisci all'email attualmente aperta sullo schermo. Questo approccio ibrido opererà sulla piattaforma di cloud computing privato di Apple, con l'obiettivo di bilanciare la competenza intellettuale di Google con l'ossessione di Apple per la privacy degli utenti.

Fase due: l'era dei chatbot

Tuttavia, la vera rivoluzione è attesa per la fine dell'anno. Apple starebbe lavorando a una seconda fase più ambiziosa, che dovrebbe debuttare con iOS 27, probabilmente alla WWDC di fine 2026. In questo caso, Siri dovrebbe diventare un vero e proprio interlocutore, capace di dialoghi interattivi simili a quelli che vediamo oggi con ChatGPT o Gemini 3.

Siri

Immaginate Siri non solo che risponde a una domanda, ma che ne ricorda anche il contesto cinque minuti dopo, suggerendo proattivamente attività in base alle vostre abitudini e gestendo richieste complesse e articolate in più fasi senza problemi. Non si tratta di una semplice modifica; è una rivisitazione dell'assistente come un vero e proprio compagno digitale, piuttosto che un telecomando ad attivazione vocale.

Per gli utenti di iPhone e Mac, queste radicali revisioni erano attese da tempo. Il panorama dell'intelligenza artificiale è cambiato radicalmente e i semplici assistenti vocali basati sui comandi sembrano ormai obsoleti rispetto ai moderni modelli generativi. Mettendo da parte l'orgoglio e stringendo una partnership con Google, Apple sta finalmente dimostrando di voler seriamente rendere Siri di nuovo utile. Se ci riusciranno, il 2026 potrebbe essere l'anno in cui smetteremo finalmente di urlare contro i nostri telefoni per la frustrazione e inizieremo davvero a parlare con loro.

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