Confrontarsi con l'intelligenza artificiale può aumentare la fiducia nella propria squadra.
Le cose più importanti che devi sapere
- Per aumentare la fiducia dei nuovi giocatori, PUBG ha introdotto avversari controllati dall'IA, progettati per avere prestazioni leggermente inferiori alla media dei giocatori umani, senza tuttavia distinguerli da questi ultimi.
- Affrontare avversari controllati dall'IA ha portato i giocatori a trascorrere il 50% di tempo in più nel gioco e ad aumentare il lavoro di squadra del 28%, riflettendo un incremento di fiducia.
- I ricercatori ritengono che l'intelligenza artificiale possa essere un partner formativo per lo sviluppo di competenze e fiducia in ambiti come la formazione dei dipendenti, piuttosto che limitarsi a sostituire gli esseri umani.
L'intelligenza artificiale viene spesso accusata di rendere le persone meno socievoli. Che si tratti di sostituire le conversazioni, ridurre il lavoro di squadra o rendere i giochi meno umani, la narrazione generale è rimasta sostanzialmente invariata. Ma un nuovo studio suggerisce che potrebbe essere vero anche il contrario. In realtà, l'IA potrebbe incoraggiare silenziosamente le persone a trascorrere più tempo con i propri amici.

I ricercatori che studiano PUBG: Battlegrounds hanno scoperto che l'introduzione di avversari controllati dall'IA nelle partite multiplayer non ha isolato i giocatori. Al contrario, ha aumentato la loro fiducia, li ha spinti a giocare più a lungo e li ha persino incoraggiati a fare squadra con gli amici più frequentemente. Questi risultati, che saranno pubblicati sulla rivista Information Systems Research, offrono un'interessante prospettiva su come l'IA possa migliorare l'esperienza utente anziché limitarsi ad automatizzarla.
Un vantaggio nascosto in termini di fiducia dietro gli avversari IA
Quando PUBG è stato lanciato nel 2017, è diventato rapidamente uno dei giochi multiplayer più popolari al mondo. Ma, come molti giochi online competitivi, alla fine si è imbattuto in un problema comune: i giocatori veterani sono diventati così abili che i nuovi arrivati hanno faticato a sopravvivere abbastanza a lungo da potersi godere l'esperienza.

Secondo Liangfei Qiu, professore alla Warrington School of Business dell'Università della Florida e coautore dello studio, i giocatori esperti creano un ostacolo involontario per i principianti. Qiu ha spiegato: "Al culmine del gioco, ci sono molti giocatori esperti, quindi i nuovi giocatori non hanno alcun incentivo a partecipare perché perdono sempre".
Per ovviare a questo problema, nel 2020 Krafton, sviluppatore di PUBG, ha introdotto avversari controllati dall'IA in alcune partite selezionate. Questi bot non erano progettati per dominare i giocatori. Al contrario, erano stati volutamente calibrati per avere prestazioni leggermente inferiori a quelle di un avversario umano medio, offrendo ai nuovi giocatori un'opportunità realistica di imparare il gioco, sopravvivere più a lungo e ottenere vittorie. L'aspetto geniale era che i giocatori sapevano della presenza dei bot nelle partite, ma non potevano distinguere quali avversari fossero controllati dall'IA e quali fossero giocatori umani. Questa ambiguità rendeva ogni vittoria genuina, indipendentemente da chi vincesse.
Una maggiore fiducia ha portato a un migliore lavoro di squadra.
L'impatto è stato maggiore di quanto molti avessero previsto. Dopo l'arrivo degli avversari controllati dall'IA, i ricercatori hanno osservato che i giocatori trascorrevano circa il 50% di tempo in più su PUBG e disputavano un numero significativamente maggiore di partite. Cosa ancora più importante, non si limitavano a ottenere facili vittorie contro i bot.
Il gioco di squadra è aumentato del 28%, suggerendo che i giocatori che hanno acquisito fiducia grazie ai primi successi erano più propensi a unirsi a squadre con gli amici piuttosto che giocare da soli. I ricercatori ritengono che gli avversari invisibili controllati dall'IA abbiano incrementato quella che gli psicologi chiamano "autoefficacia", ovvero la convinzione di essere in grado di avere successo. Una volta che i giocatori hanno iniziato a sentirsi più competenti, si sono sentiti più a loro agio nel contribuire ai giochi di squadra e nell'assumersi la responsabilità di aiutare i propri compagni a raggiungere il successo.

Kuo ritiene che questa idea vada ben oltre il mondo dei videogiochi. Invece di considerare l'IA semplicemente come un sostituto dei lavoratori umani, vede i sistemi di IA ben progettati come partner di formazione, che aiutano le persone a sviluppare competenze prima di affrontare compiti più impegnativi. Che si tratti di formare un nuovo dipendente, insegnare a qualcuno un nuovo programma o aiutare i principianti ad apprendere un gioco competitivo, l'IA può diventare uno strumento per accrescere la fiducia in sé stessi, anziché essere solo un'altra forma di automazione.
È un interessante promemoria del fatto che il miglior utilizzo dell'intelligenza artificiale non è sempre quello di sostituire gli esseri umani. A volte, in modo discreto, li aiuta a migliorare la loro capacità di lavorare e interagire tra loro.
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